Il gesso materiale ignifugo: l’utilizzo antincendio.gesso: proviene dalla selenite  che dopo la cottura si disidrata

La perfetta incombustibilità del gesso e il suo elevato potere coibente fanno di questo materiale un prodotto molto utilizzato nell’edilizia moderna con particolare riferimento ai rivestimenti ignifughi.

Molto più adatto per le sue caratteristiche di resistenza al fuoco degli agglomerati in cemento, grazie alla sua composizione chimica ed alla molecola di acqua cristallizzata che al contatto con il calore si trasforma in vapore acqueo.

In pratica nei composti a base di gesso, se la temperatura si eleva a causa di un incendio per un periodo di tempo medio lungo le particelle di acqua all’interno del gesso evaporano, creando un processo di calcinazione. Tale processo ha inizio nella parte esposta al fuoco e lentamente continua verso l’interno, garantendo quindi una resistenza elevata e protezione a materiali dietro al gesso (legno, acciaio, murature in generale).

Se la calcinazione non è quindi completa la temperatura dei materiali protetti non supera i 100 gradi, temperatura inferiore alla temperatura di rottura e incendio dei legati utilizzati nelle costruzioni. Il gesso infatti quando viene sottoposto al calore perde prima metà dell’acqua che contiene, trasformandosi in semidrato; successivamente, ma solo a temperature altissime si decompone in solfato di calcio.

I rivestimenti in gesso sono quindi normalmente posti a protezione di strutture in muratura, in legno e acciaio garantendo una maggiore resistenza in caso di incendio. In particolare per le costruzioni dove viene impiegato l’acciaio come elemento di armatura, in caso di incendio, si possono verificare dei cedimenti strutturali improvvisi quando la temperatura raggiunge i 500 gradi (temperatura di fusione) in quanto l’acciaio perde la capacità portante. Cedimenti subitanei, a temperature inferiori, si verificano in costruzioni in pietra e muratura che facilmente si disgregano.

Diverso è invece e il caso della protezione di strutture in legno, ove il rischio è più dovuto alla propagazione degli incendi che al cedimento (in generale si può affermare che lo strato superficiale di carbonizzazione del legno diviene elemento protettivo delle fibre interne che generalmente non danno luogo a collasso e cedimento).

Logicamente l’aggiunta nei composti a base di gesso di elementi che ne aumentano la resistenza al calore da luogo a malte maggiormente ignifuganti. A titolo d’esempio può essere citata la vermiculite, la perlite e la mica, tutti elementi che hanno in comune la capacità di accrescere la resistenza al calore del gesso ottenuto.

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